Nuova puntata di Touch of Music su Radio Studio 91 Live, venerdì 6 novembre 2026: al microfono di Adriano Businaro i Goddess of the Silver Age, progetto synth-folk neomedievale nato a Barcellona e atteso la sera stessa in concerto ad Abano Terme, e la band Vermiglio, da Tribano, entrambi in gara al FestivALT Sounds 2026. In coda, i prossimi appuntamenti verso la finale del 14 novembre.
🎧 Riascolta le interviste: la puntata del 6 novembre 2026 di Touch of Music, con le interviste ai Goddess of the Silver Age e ai Vermiglio, sarà presto disponibile su Mixcloud.
La puntata è andata in onda in diretta, in audio e video, dal sito della radio. La serata finale è fissata per sabato 14 novembre 2026, alle ore 21:00, al Teatro Polivalente Thermal Forum di Abano Terme, con ingresso gratuito, esibizioni dal vivo degli artisti in gara e votazione del pubblico.
Goddess of the Silver Age: dall'oscurità alla luce
Primi ospiti stranieri della trasmissione, almeno a metà: Jeanne dArk, voce del progetto, è infatti di Abano Terme, mentre Kami San, all'anagrafe Camillo, è di Barcellona. Jeanne ha vissuto a lungo all'estero: in Scozia ha fondato la sua prima band, le Witches' Revenge, con cui suonava celtic punk, per poi allargare lo sguardo a generi diversissimi, dalla musica medievale al synth-pop, dal metal ai suoni industriali. Kami suona la chitarra e canta da molti anni in Spagna: ha attraversato diverse band e con una di queste ha registrato vari album e fatto tournée per venticinque anni, alternando la musica al lavoro nel campo dell'elettronica. Oggi si occupa soprattutto della manutenzione delle apparecchiature di studi di registrazione in Catalogna, circondato da tastiere, chitarre e amplificatori.
I ruoli sono chiari: Jeanne scrive (le canzoni del progetto sono nate negli ultimi quindici anni, e ce ne sono molte altre nel cassetto) e crea la melodia della voce, Kami costruisce l'armonia e il suono; lei «la teoria», la parte spirituale, lui l'«alchimista delle frequenze». Al centro c'è l'energia femminile, ma senza contrapposizioni: si parla di archetipi e di esperienze di vita, di come si esce dai momenti bui, e nelle loro canzoni si va sempre dall'oscurità alla luce. Il nome si rifà alle età del mondo raccontate dagli antichi, a partire da Esiodo: dopo l'età dell'oro venne quella in cui la figura ispiratrice era la madre, la Grande Dea, poi la dea si ritirò e iniziò l'età del ferro, in cui viviamo ancora. Per tornare all'armonia dell'età dell'oro, spiega Jeanne, bisogna ripassare dall'età dell'argento e dalla sua energia di pace, cooperazione e uguaglianza nelle differenze. Il nome è stato deciso insieme durante un viaggio in Galizia, terra celtica all'estremo ovest della Spagna.
Al festival portano «Filomena la striga», ispirata a una guaritrice dei Colli Euganei realmente esistita nel Settecento, la cui storia è stata raccolta tra i racconti popolari dei Colli e della Bassa Padovana. Temuta e stimata allo stesso tempo, perché conosceva le erbe e poteva dare la vita come la morte, rischiava la scomunica; ma quando il prete di Rovolon si ammalò di dissenteria fu proprio lei, «quella che stropa», cioè che chiude e ferma il male, a salvarlo. La canzone diventa così un omaggio alle sagge, alle guaritrici e alle «streghe» di ogni tempo, donne libere e colte che anziché essere ringraziate furono perseguitate. Musicalmente è costruita come un mantra: un motivo che si ripete e si arricchisce di melodie intrecciate, come le litanie dei riti antichi. Per Kami, che fino ad allora aveva scritto pop, rock, musica elettronica e musica per film, questo mondo era del tutto nuovo, e lo ha conquistato.
Il legame con il territorio è profondo: a ventisette anni Jeanne aveva fatto una ricerca sulle leggende dei Colli Euganei e, proprio con CASO, aveva organizzato un itinerario tra miti e leggende dei Colli, tra streghe, fate, gnomi e folletti: lo ricordiamo nell'articolo Luoghi magici, miti e leggende dei Colli Euganei. Poi il trasferimento a Barcellona, dove ha conosciuto Camillo ed è nato il progetto. In studio è spuntato anche un ricordo di famiglia: la bisnonna Maria, che leggeva le carte da gioco come fossero tarocchi. Il duo, che sperimenta anche con l'elettronica e i suoni industriali, resterà in Italia fino al 15 novembre, con un altro concerto in programma, e sogna un piccolo tour italiano.
La sera dello stesso giorno, venerdì 6 novembre 2026, il concerto dei Goddess of the Silver Age al circolo Crc-Anima & Musica di Abano Terme, aperto dagli Habitantes, il progetto synth-pop di Kami: ne parliamo nell'articolo Goddess of the Silver Age in concerto ad Abano Terme.
Vermiglio: la band che suona il legno
Secondo ospite la band Vermiglio, dalla Bassa Padovana: il loro «covo» è a Tribano, una zona, ha ricordato Adriano Businaro, ricca di gruppi e di musica. In studio erano in tre, Giovanni (voce), Elisa (violoncello) e Cristian (chitarra); mancava il batterista Alessandro, di Rovigo. Il gruppo nasce da Giovanni e Cristian, che suonavano già insieme in una band acustica dedicata soprattutto alle cover: in un momento di ispirazione hanno provato a scrivere canzoni proprie in italiano, sulla scia del cantautorato. Tra i riferimenti citano Brunori Sas, Guccini, Gaber, De André, Lucio Dalla, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Cesare Cremonini. Prima dell'intervista la radio aveva fatto ascoltare il loro brano «Invincibile».
Con l'arrivo di Elisa il suono è cambiato: il violoncello aggiunge qualcosa di più ricercato a tastiera e chitarra acustica, e lei partecipa soprattutto agli arrangiamenti, lavorando sugli accordi che le passano gli altri. Al violoncello è arrivata quasi per caso, alle medie: voleva studiare pianoforte, ma non c'era posto, e un insegnante le propose il violoncello. Oggi è la diplomata del gruppo e, scherzano gli altri, arriva alle prove sapendo le canzoni meglio di chi le ha scritte. Gli inediti sono già una dozzina abbondante, più alcuni demo da completare: se per una cover bastano un paio di prove, per un brano nuovo serve anche un mese, e una canzone li ha impegnati per circa due anni.
Al festival portano «Tierra», nata da una collaborazione a distanza: Giovanni aveva una melodia che lo affascinava così tanto da temere di rovinarla con il testo, e cercò un paroliere con un annuncio in rete. Gli rispose un autore in pensione, scrittore di libri e testi di canzoni, che in due giorni gli restituì il testo. È un brano storico: racconta l'emozione del marinaio che per primo avvistò le Americhe dalla Pinta, e «Tierra!» è il suo grido. Ma è anche una metafora: lasciare casa, avventurarsi nell'ignoto, affrontare una nuova sfida.
Il FestivALT non è il loro primo concorso: hanno già partecipato a una rassegna a Conselve. Dal vivo suonano tutto senza basi, con un suono acustico, «del legno», che si appoggia anche su una batteria costruita a mano da Cristian: un cajón usato come grancassa con il pedale, togliendo la parte metallica, e un secondo cajón più piccolo come rullante, montati su una struttura in acciaio. Il batterista li suona con le spazzole, per un suono più morbido; sui battenti c'è perfino il marchio con il cognome di Cristian. Per un solo brano, alla finale del 14 novembre, quella batteria resterà a casa, ma accompagna di solito i loro concerti.
Prossimi appuntamenti
- Venerdì 13 novembre, ore 16:00-18:00 – ultimo appuntamento radiofonico di Touch of Music prima della finale.
- Sabato 14 novembre 2026, ore 21:00 – serata finale del FestivALT Sounds 2026, Teatro Polivalente Thermal Forum, Abano Terme. Ingresso gratuito, esibizioni dal vivo e votazione del pubblico.
Le puntate si seguono in diretta (audio e video) dal sito radiostudio91.live e sulla pagina Facebook della radio; durante la diretta si può scrivere su WhatsApp al 350 070 1030.
Tutte le puntate di Touch of Music
- Touch of Music: parte la rassegna radiofonica verso il FestivALT
- Touch of Music, anteprima del 9 ottobre: i primi due artisti in gara
- Touch of Music verso il FestivALT, 9 ottobre: Cavazzana e Hanky Punky si raccontano
- Touch of Music verso il FestivALT, 16 ottobre: Carlo Maddaloni e 1BREATH si raccontano
- Touch of Music verso il FestivALT, 23 ottobre: Giorgia Brait e Super Ninja Robot Samurai si raccontano
- Touch of Music verso il FestivALT, 30 ottobre: Centoventidue, Zerobranco e No Martès si raccontano
- Touch of Music verso il FestivALT, 6 novembre: Goddess of the Silver Age e Vermiglio si raccontano
