Rocca Pendice vista dalla cima del Monte Pirio, tra vigneti e boschi dei Colli Euganei
Rocca Pendice dalla cima del Monte Pirio. Foto: MattiaMa, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Tra il 2007 e il 2008, nelle domeniche d'autunno, CASO ha proposto un percorso fuori dall'ordinario sui Colli Euganei: una serie di escursioni alla scoperta dei luoghi magici ricchi di miti e leggende che da millenni punteggiano queste colline.

Il percorso, pensato per bambini e adulti, era insieme informativo ed educativo: un viaggio attraverso gli antichi miti, le leggende e le favole che costituiscono l'essenza stessa dei Colli Euganei e dei popoli che li hanno abitati. L'idea di fondo era recuperare una memoria collettiva troppo a lungo abbandonata all'oblio, e con essa i saperi e la storia di popoli arcaici che vivevano in simbiosi con la natura, la rispettavano e la veneravano.

Il filo conduttore

Ogni tappa contribuiva a ricostruire il variopinto mosaico delle nostre origini. Ci si soffermava sui luoghi storici costruiti dall'uomo, come castelli, monasteri e ruderi, ma soprattutto su quelli legati alla natura: laghi, colli, grotte e sorgenti. Sono siti circondati da un alone di mistero, presso i quali gli Euganei già dal Neolitico, e poi i Veneti e i Celti, celebravano i loro riti sacri.

Proprio da questi luoghi sono partite, e sono giunte fino a noi, le leggende e le favole su streghe, fate, folletti, orchi e altri esseri magici. Lungo il cammino si rievocavano anche miti del periodo veneto-romano, leggende medievali e storie della tradizione contadina, fino ai primi anni del secolo scorso: la cultura orale degli ultimi contafole dei filò, nelle lunghe sere d'inverno dei borghi rurali.

Le tappe

Le escursioni si svolgevano di domenica pomeriggio, con ritrovo in Piazza Mercato ad Abano Terme. Il programma toccava, tra gli altri, questi luoghi:

  • Lago della Costa, Fonte Raineriana (Arquà Petrarca), Monte Ricco e Monte Castello;
  • Monselice e il Castello della Rocca;
  • Lago Azzurro, Oratorio della Madonna delle Ave e Ca' Barbaro (Marendole);
  • Monte Cecilia, Baone, Monte Salarola e Calaone;
  • Monte Cinto con il Buso dei Briganti e i ruderi del castello medievale;
  • Monte Venda: Sorgente delle Volpi, laghetto dei Maronari e ruderi del monastero olivetano (Galzignano Terme);
  • Sorgente Capua, Rocca Pendice e il Monte delle Forche con la cascata Schivanoia (Teolo);
  • Monte della Madonna con la Grotta Trespole e il Passo delle Fiorine (Rovolon).

Il ciclo del 2007, iniziato a metà settembre, vide slittare le ultime tappe: Rocca Pendice e la cascata Schivanoia si tennero il 28 ottobre, mentre il Monte della Madonna chiuse il programma l'11 novembre. L'edizione 2008, dal 7 settembre al 12 ottobre, si arricchì di nuove soste, come la Fontana delle Muneghe.

Un tema che non invecchia

Quell'iniziativa appartiene ormai al passato, ma il tema è più vivo che mai: i racconti, i luoghi e le tradizioni di un territorio sono un patrimonio che si conserva solo se qualcuno continua a raccontarlo. Ripensarci oggi, nell'anno in cui CASO ricorda i suoi vent'anni di attività, è un modo per ricordare che l'associazione ha sempre guardato anche alla cultura e al paesaggio dei luoghi in cui vive.

Hai partecipato a una di queste escursioni, o conservi foto e ricordi di quei giorni? Scrivici: ci piacerebbe raccoglierli.