Discutendo a 6 mani on line (Pace, Bertin, Acquaviva) circa il come contribuire alla formazione della coscienza del giovane europeo e sullo sviluppo di una mentalità "oggettiva", Sabino Acquaviva spedisce una sua considerazione che qui riporto integralmente.
Questo titolo non è mio, è di Hubert Vedrine, che l’ha usato per un suo articolo, che certamente non è dedicato a questo tema, uscito su una rivista filosofica francese. Mi è parso valido anche qualche giorno fa osservando in televisione la sfilata di Londra per le Olimpiadi. Ma avrebbe potuto utilizzarlo anche Coudenhove-Kalergi che circa un secolo fa, dopo aver contribuito a creare le fondamenta dei movimenti europeisti, osservava “L’egemonia dell’Europa sul mondo è spezzata per sempre (………). E ’indebitata, frammentata, inquieta e indebolita, è lacerata da lotte nazionali e sociali, è gravemente colpita nella demografia e nell’industria; è sprofondata in un caos economico e monetario.”
Purtroppo, si trattava di verità tuttora di grande attualità. Mentre osservavo gli atleti vivevo anch’io la frustrazione della decadenza, forse della fine, della mia patria, l’Europa. E insieme il fatto che certamente più della la metà degli atleti che sfilavano, e ora stanno gareggiando, sono linguisticamente e culturalmente figli dell’Europa. Tre secoli di espansione economica e demografica hanno permesso all’Europa di essere al centro del mondo. Due guerre mondiali hanno cancellato il suo primato. E pensare che ha conquistato interi continenti o larga parte di essi.
Da lei sono nati paesi diretta espressione di cultura, religione, scienza, diritto, europei, come l’Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e l’Argentina, ma la presenza degli europei è stata essenziale per molti popoli e stati come il Brasile, il Sudafrica, il Messico. E non parlo neppure degli Stati Uniti d’America. E le colonie? Quanti stati che gareggiano a Londra sono antiche colonie ora indipendenti in cui si insegna la lingua europea del paese che li ha creati e ha dato loro un’identità? Facciamo soltanto qualche esempio parlando del Senegal (francese) della Nigeria (inglese), dell’Angola (portoghese), ma ovviamente l’elenco sarebbe molto lungo. Fra l’altro dovrei parlare anche del Kazakistan (russo) e di altri paesi un tempo appartenuti al’impero russo. Ma esistono molti altri stati che sono stati creati dall’Europa, anche piccoli come il Gambia e alcuni “stati isola” dell’Oceano Indiano e del Pacifico. Tutti sono a Londra per le Olimpiadi, intenti a celebrare (implicitamente) l’Europa che li ha creati. In conclusione, vogliamo parlare anche di queste società rese dignitose e reali dall’opera degli europei che le hanno trasformate da agglomerati di tribù in veri stati?
E l’India di Indira Gandi, che certamente non era una società tribale?
Ricordo che Indira diceva: ”E’ vero, l’Inghilterra ci ha trattato troppo spesso come una colonia, ma ci ha dato il diritto, la democrazia, le ferrovie, gli ospedali”. In una parola, sosteneva che la Gran Bretagna aveva in pratica costruito lo stato federale di oggi. Quando lord Mountbatten firmò il trattato che concedeva l’indipendenza alle terre che avevano formato l’impero indiano osservò pressappoco ”Con questa firma finisce nel mondo la supremazia dell’uomo bianco”. E’ vero, la libertà dell’India, da cui nacquero anzitutto il Pakistan (poi diviso in due parti con la creazione del Bangladesh) l’India, la Birmania (oggi Myanmar), il Sri Lanka e la Malaysia segnarono, almeno simbolicamente, l’inizio della fine della supremazia dell’Europa negli altri continenti. Ma la fine del predominio linguistico e culturale del continente al quale sono dovuti in gran parte anche i recenti progressi di scienza e cultura e la nascita di questa nuova civiltà, non ci deve fare dimenticare che i popoli che hanno sfilato a Londra, che lì competono, nella maggior parte dei casi sono figli e nipoti del nostro continente. Inoltre, Olimpia dove si trova? In Europa, in Grecia, dove si sono sviluppate scienza, filosofia e cultura che reggono il pianeta. Un discorso a parte andrebbe sviluppato per Cina, Corea e Giappone? Certamente, ma non farebbe impallidire l’antico primato dell’Europa e dei suoi popoli.
Sabino Acquaviva
1° agosto 2012
