In questo sentiero o percorso, si notano la vista stupenda del mare, in ambienti tipicamente campagnoli di collina! Un Connubbio di luoghi piante e animali come pochi nel nostro paese.

Approntiamo la prima escursione dell’anno in una bellissima ed ancora calda giornata di inizio Ottobre, con lo scopo di visitare il Paesino di Casteldimezzo, passando per una vecchio sentierino-scorciatoia che dopo una ripida salita, si incunea attraverso le case fino ad arrivare e sbucare nella piazzetta del paese di fronte alla chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo ... ma prima un accenno alla storia del paese.

Casteldimezzo (ex Castrum Medi, denominato anche Galliolo o Gaiola o Garzoleto o Castel Bernardo) si trova a 200 metri di altezza circa sul Monte San Bartolo, nella provincia di Pesaro ai confini con la provincia di Rimini.

E' stato un castello conteso nella storia tra la chiesa Ravennate e di Pesaro, successivamente governato dai Malatesta, dagli Sforza e dai Della Rovere. Si ricorda che nel 1517, dopo le intense preghiere degli abitanti, il paese fu risparmiato dalle truppe di Lorenzo di Pietro dei Medici, accampate nei pressi.

Divenne comune dal 1929.

Le mura, non restaurate, sono ancora oggi ben visibili, in mezzo alla vegetazione.

Il luogo su cui sorgeva la rocca è attualmente occupato da un ristorante.

La chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo che abbiamo visitato, è meta di pellegrinaggi per la presenza di un crocifisso ligneo di scuola veneta

pozzo con pompa di raccolta dell’acqua

del XV secolo.

Ci siamo incamminati dunque a visitare il paese passando per la via principale, sino alla porta ed alle mura; molto interessanti dopo il recente restauro quelle intorno alla porta d’entrata. Poco al di fuori delle mura si trova un’antico pozzo con pompa di raccolta dell’acqua; una vera e propria reliquia che rende lo spaccato popolare a contadino di questi luoghi.

 

 

 

 

 

Proprio sul Pozzo Alessio trova una cavalletta verde; una bellissima specie di Tettigonia viridissima (Tettigoniidae) appartenente al secondo e distinto sottordine degli ortotteri.

Da li partiamo per raggiungere il luogo ove quest’estate dei tremendi incendi hanno devastato quasi 20 ettari di bosco nel parco. Lo scopo era sensibilizzare i bambini sulla fragilità della natura, e renderli coscienti di esserne protettori e custodi! In questo luogo spettrale, i bambini hanno realmente visto la distruzione causata dall’uomo, ma anche la ricrescita ed il rinascere della natura sessa dalle ceneri. Getti verdi di Canne stavano difatti crescendo ai piedi delle ginestre oramai carbonizzate, dando speranza a tutti! Vedere quei germogli verdissimi spuntare fuori dalla cenere era era uno spettacolo affascinante!

 

Getti verdi di Canne stanno crescendo ai piedi delle ginestre oramai carbonizzate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sezione di mura restaurate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Crocifisso ligneo di scuola veneta del XV secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentiero sul luogo dell'incendio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo.